Praxis. Scuola di filosofia
     
   
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Il primo volume dei Quaderni di Praxis, edito nel luglio 2016 dalla casa editrice Textus, ha raccolto e documentato gli interventi prodotti nella 2° edizione della scuola avente tema “Filosofia dell’evento. L’evento della filosofia”.

L’evento è stato l’oggetto privilegiato dell’interrogazione filosofica contemporanea. Dal pragmatismo americano alla filosofia di Gilles Deleuze, dall’analitica esistenziale di Heidegger alla filosofia del processo di Whitehead, l’evento ha sostituito nel Novecento l’essere come parola chiave della filosofia. Come evento storicamente determinato si è autocompresa, poi, la pratica filosofica stessa, la quale, dopo Marx e Nietzsche, ha messo in questione la pretesa all’universalità dell’Occidente scientifico e tecnologico. Alle varie declinazioni che ha preso la questione dell’evento nella filosofia contemporanea sono dedicati i saggi contenuti in questo numero dei Quaderni di Praxis.

 

Il secondo volume dei Quaderni di Praxis, edito nel maggio del 2019, ha raccolto e documentato gli interventi prodotti nella 3° edizione della scuola avente tema “Tecnica e vita"

La questione della tecnica è stata al centro del dibattito filosofico novecentesco. La tecnica è stata accusata da alcuni di essere responsabile dell'alienazione, da altri è stata evocata come fattore di salvezza. Comune a tutte queste posizioni era però la persuasione, risalente al "Protagora" di Platone, che essa fosse una protesi dell'esperienza umana. I saggi raccolti in questo volume problematizzano tale approccio. Quali sono - si chiedono i filosofi intervenuti a Praxis 2016 - i confini che separano la natura dall'artificio? E si dà realmente una linea divisoria tra l'umano e il non umano, tra l'organico e l'inorganico? La coscienza e l'automa sono effettivamente due regni separati e in sostanziale conflitto tra loro o partecipano piuttosto della stessa natura? L'atto del vivente e l'operazione tecnica sono eterogenei o si dispongono su un piano di continuità? Con tali domande si intende ripensare la dimensione della 'esperienza', allargandola alla natura e ai suoi processi, emancipandola, così, dal riferimento privilegiato all'uomo. Come superare, insomma, quei dualismi (natura-cultura, mente-corpo, soggetto-oggetto, tecnica-vita ecc.) che paralizzano il pensiero e che sono all'origine della devastazione del pianeta?


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