Praxis. Scuola di filosofia
«Il genere della filosofia»  
 
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IX edizione
21-22-23 luglio 2022
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Forlì
   

Praxis
► docenti / interventi

2021. Aisthesis/sensazione
2020. Coscienza/autocoscienza
2019. Atto libero
2018. Nel segno dell'uno
2017. Il possibile e il reale
2016. Tecnica e vita
2015. Filosofia dell'evento.
iiiiiL'evento della filosofia
2014. Esperienza e verità


 

Alex Pagliardini
Il reale del sesso

Il reale del sesso è il godimento. Si tratta di un’affermazione semplice. Meno semplice è trarre da questa affermazione le necessarie conseguenze. Che ne è del sesso una volta affermato che il suo reale è il godimento? Che ne è del godimento una volta affermato come reale del sesso? Per iniziare a bazzicare la linea necessaria tracciata da questo nodo può essere utile non dimenticare un assioma freudiano: il reale del sesso è la causa, la sola causa, di ogni sintomo!

Alex Pagliardini, psicoanalista, vive e pratica a Roma. Tra i suoi testi Jacques Lacan e il trauma del linguaggio (2011), Il sintomo di Lacan (2016), Lacan al presente (2020), ... o peggio. Frequentare il Seminario XIX di Lacan (2022).

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Olivia Guaraldo
Genere e sesso: un'intima estraneità 

Mi propongo di problematizzare il rapporto fra sesso e genere alla luce della riflessione femminista sulla differenza sessuale e della posta in gioco - militante e teorica ad un tempo – di quella riflessione, mossa non da una aspirazione all’uguaglianza e all’inclusione ma proprio da un loro rifiuto. La teoria femminista della differenza si è posta il difficile (forse impossibile) compito di sessuare il pensiero, di introdurre nel suo discorso l’elemento materiale della corporeità - e quindi della differenza nella sessuazione. Tale sfida si legava alla possibilità di inceppare il ‘macchinario teorico’ (Irigaray) della tradizione filosofica maschile, liberando così una nuova dimensione generativa del pensare. Che ne è oggi, in un’epoca in cui il genere prevale nettamente sul sesso – anche all’interno del femminismo teorico – di quel rifiuto dell’uguaglianza e dell’inclusione ma soprattutto di quella generatività?  

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Franco Ferrari (Università di Pavia)
La generazione dell’universo: genere letterario, generi dell’essere e metafore della generazione nel «Timeo» di Platone

Il contributo si focalizza sul Timeo di Platone, il grande dialogo dedicato alla generazione (genesis) e alla costituzione fisica e metafisica dell’universo. Il tema dell’incontro annuale di «Praxis», ossia il «genere» nelle sue diverse declinazioni, può venire affrontato a partire dal Timeo da numerosi punti di vista. Se ne propongono almeno tre. Il primo attiene al genere letterario dell’esposizione cosmogonica di Timeo: si tratta, come è noto, di un racconto (mythos) e per la precisione di un «racconto verosimile». Si intende analizzare la natura di questa scelta, le finalità che l’hanno determinata e l’orizzonte di attesa epistemica che essa comporta. Il secondo significato della nozione di «genere» attiene alla divisione (diairesis) ontologica dei generi dell’essere, che, come è noto, presenta due momenti: una prima divisione tra l’essere e il divenire e una sua estensione con l’introduzione del terzo genere, ossia la «necessità» (ananke), che assume la forma del «ricettacolo universale» e della spazialità (chora), e che è destinato a rappresentare un fattore determinante nella costituzione ontologica della realtà fisica. Il terzo aspetto su cui si intende concentrare l’attenzione pertiene alla presenza nel dialogo di un uso massiccio di immagini e metafore che richiamano il motivo della «generazione», evocato in particolare nell’idea che l’universo fisico sia il prodotto di un atto generativo riconducibile all’unione tra un padre e una madre, che simboleggiano rispettivamente il piano divino e trascendente delle idee e il ricettacolo universale, ossia il terzo genere.

Franco Ferrari (1964) è attualmente professore ordinario di Filosofia antica presso l’Università di Pavia, dopo avere insegnato la medesima disciplina per 20 anni presso l’Università di Salerno. Si è formato con Mario Vegetti e ha poi trascorso 4 anni in qualità di Humboldt-Stipendiat presso l’Università di Münster, lavorando sotto la direzione di Matthias Baltes al progetto «Der Platonismus in der Antike». Ha tenuto corsi e seminari in numerose università e istituzioni straniere, soprattutto in Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Argentina e Perù. I suoi interessi di ricerca si focalizzano sulla filosofia di Platone e sulla ricezione del platonismo nell’antichità (medio e neoplatonismo). Ha curato per la collana dei «Classici Greci e Latini» della Bur l’edizione del Parmenide (2004), del Teeteto (2011) e del Menone (2016) di Platone. Per il Mulino ha pubblicato una Introduzione a Platone (2018) e La «Repubblica» di Platone (2022). Con Federico Petrucci ha curato la nuova edizione critica del Timeo per la collana della «Fondazione Lorenzo Valla» (2022). È membro del comitato scientifico di numerose riviste internazionali tra le quali «Antiquorum Philosophia», «Revue de Philosophie Ancienne», «Intersezioni» e «Iride». Nel 2014 è stato direttore scientifico del progetto UNESCO «La via dell’essere: Elea-Velia» del Forum Universale delle Culture; tra il 2013 e il 2019 è stato coordinatore unico della collana «International Plato’s Studies».

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Caterina Zanfi
Maternità

La maternità è stata uno dei temi centrali (e forse il più conflittuale) del pensiero e del movimento femminista. Se nel dopoguerra è stata denunciata come il luogo privilegiato della dominazione maschile sulle donne, come destino biologico da cui era necessario emanciparsi, la maternità è stata in seguito celebrata come privilegio della differenza femminile. La riappropriazione dell’esperienza corporea della maternità ha finito così per caricarsi di nuovi imperativi prescrittivi, all’insegna di una cosiddetta « naturalità » dai risvolti molto ambivalenti. Si tratta di un ritorno all'essenzialismo? Come si può evitare di ridurre il ruolo materno al suo senso strettamente biologico? È possibile riconoscere alla maternità un significato vitale più comprensivo senza escludere le dimensioni tecniche e culturali dalla generazione?

Caterina Zanfi è Ricercatrice al CNRS/École normale supérieure di Parigi. È autrice di Bergson, la tecnica, la guerra (Bologna 2009), Bergson e la filosofia tedesca (Macerata 2013, trad. in francese, tedesco e russo) e ha curato volumi collettivi sull’antropologia filosofica, la filosofia della vita, la storiografia filosofica durante la Prima guerra mondiale. È Presidente della Société des amis de Bergson dal 2018, dirige l’International Research Network del CNRS sul bergsonismo nella storia globale della filosofia (2021-2025) e codirige con Frédéric Worms la rivista Bergsoniana.

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Riccardo Manzotti
Cogito interrotto: l'identità come copula generante

Il pensiero occidentale è la storia di una separazione che inevitabilmente porta alla polarità e quindi al genere. Questa separazione, che nasce con la contrapposizione tra realtà e apparenza nel pensiero greco, è oggi al centro della visione scientifica che è fondata sulla contrapposizione tra osservatore e osservato, tra rappresentazione e rappresentato, tra informazione e mondo. Nel mio intervento proporrò una visione metafisica diversa, che vede l’identità tra mondo e persona come la forma più intima di rapporto ontologico e quindi come il vero momento in cui il reale si genera. Al contrario del cogito cartesiano, che ha sancito una interruzione sterile, l’identità tra mente e oggetto è feconda di nuovi sviluppi e orizzonti.

Riccardo Manzotti è professore ordinario di filosofia teoretica alla IULM di Milano. Laureato prima in ingegneria elettronica e poi in filosofia, dottore di ricerca in robotica, Fulbright Visiting Researcher presso l’MIT di Boston, si è sempre dedicato alla coscienza nell'uomo e nell'intelligenza artificiale. In Italiano ha pubblicato da poco "La mente allargata"  (Il Saggiatore, 2019). Il suo lavoro è disponibile su riccardomanzotti.com

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Cristina Amoretti
Generare concetti e conoscenza: verso un’immagine realistica della pratica scientifica

Le varie scienze sono tradizionalmente deputate a offrirci una descrizione vera, oggettiva e razionale del mondo, che non dipende da ideologie e valori sociali, culturali o idiosincratici. L’ideale di una scienza libera da valori ha una lunga tradizione, ma se andiamo a indagare come si generano concetti e conoscenza all’interno della reale pratica scientifica scopriamo come tale ideale non sia solo irraggiungibile, ma nemmeno auspicabile. Sostenere che la generazione di concetti e conoscenza non possa prescindere da elementi valoriali non significa però dover abbandonare l’idea che la scienza sia oggettiva e razionale, e che dovremmo pertanto fidarci dei suoi risultati.

Cristina Amoretti è professoressa associata di Filosofia della scienza presso l’Università di Genova. È stata visiting researcher presso la Technischen Universität München, la Ruhr-Universität Bochum, il King’s College London e l’University of Malta. Attualmente è presidente dell’Associazione Italiana di Scienze cognitive e direttrice del Research Center for Philosophy of Health and Disease. Le sue aree di specializzazione sono la filosofia della medicina e della psichiatria. Il suo ultimo libro è Filosofia della scienza: parole chiave (con D. Serpico, Carocci, 2022).

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Francesco Galli
A New “Design" for a New Philosophy, anomalies for a New Paradigm, il lato oscuro del "genere" nel processo di “Generazione" Creativa.

“Viviamo in tempi di incertezza e cambiamento accelerato. La pressione sui sistemi politici, economici e sociali sta aumentando ulteriormente mentre si passa dalla pandemia a una nuova fase di grandi tensioni geopolitiche. In tempi di crisi, la generazione di azioni creative devono essere prese rapidamente e spesso al di fuori dei normali processi progettuali
Il concetto di generazione creativa verrà esplorato attraverso un processo metodologico di “conversazione in azione “ ( F.Flores), esplorando il concetto di “autopoiesis” ( Maturana, Varela) rileggendoli e speculando con riferimento al lavoro del Filosofo coreano B.C.Han, che ruolo ha il “Potere” nel processo di generazione, come è possibile raccontare il concetto di “Gender” accostandolo al concetto di “Ambiguità”, facendo riferimento al testo società della trasparenza, (The Transparency Society ) e alla critica della sovraesposizione di azioni generate e il recupero del concetto di mistero e “profanazione” della generazione."

Francesco Galli Ricercatore e Professore di Leadership and Creative Thinking alla IULM Università Milano, Phd in Design Leadership al Politecnico di Milano Design School.
Sviluppa ricerca sulla relazione tra Potere e la generazione dei processi creativi, sviluppo della leadership nel settore delle industrie creative e culturali e alle dinamiche di internazionalizzazione con focus di interesse nel contesto asiatico, centro asiatico e sud americano. Delegato del Rettore per lo sviluppo delle reti internazionali IULM UniversitàRelatore in vari congressi e conferenze:
Pechino, Shanghai, Honk Hong, Changsha, Xi'an, Xiamen, Shenzhen, Guangzhou, Dalian, Wuxi, Suzhou, Chengdu, San Paolo, Rio de Janeiro, Porto Alegre, Santiago, Antofagasta, Valparaiso, Bogotà, Medellin, Tokyo, Kyoto , Osaka, Sydney, Melbourne, Taipei, New Dheli, Jaipur, Seoul, Busan, Madrid, Parigi, Lisbon, Porto, Parigi e Uzbekistan.
Autore del libro: “Design” is Power, the Dark Side, Critical thinking through Negotiation, Politics and Leadership.

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Giovanni Leghissa
La filosofia è un genere?

Giovanni Leghissa (Trieste, 1964) è Professore Associato presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino. Redattore di “aut aut”, direttore della rivista online di filosofia “Philosophy Kitchen”. Tra le sue pubblicazioni: Per la critica della ragione europea. Riflessioni sulla spiritualità illuminista (Mimesis, Milano 2019);(con G. Becchio) The Origins of Neoliberalism (Routledge, London 2016); Postumani per scelta. Verso un’ecosofia dei collettivi (Mimesis, Milano 2015); Neoliberalismo. Un’introduzione critica (Mimesis, Milano 2012). Postumani per scelta. Verso un’ecosofia dei collettivi (Mimesis, Milano 2015). The Origins of Neoliberalism (Routledge, London 2016, con Giandomenica Becchio). Per la critica della ragione europea. Riflessioni sulla spiritualità europea (Mimesis, Milano 2019). Ha curato, con Enrico Manera, il volume Filosofie del mito nel Novecento (Carocci, Roma 2015).

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Rocco Ronchi è ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di L’Aquila. Tiene corsi e seminari in varie università italiane e straniere. Insegna filosofia presso l’IRPA (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata) di Milano. Dirige le collane "Canone Minore" per la Mimesis di Milano  e “Filosofia al presente” della Textus edizioni di L’Aquila.
Ha fondato  e dirige la scuola di filosofia Praxis (Forlì). Tra le sue più recenti pubblicazioni: Come fare. Per una resistenza filosofica Feltrinelli, MIlano, 2012; Gilles Deleuze, Feltrinelli, Milano 2015; Il canone minore. Verso una filosofia della natura, Feltrinelli, Milano 2017; Bertolt Brecht, Orthotes, Napoli-Salerno 2017.